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La triste aggressione all'EUR!


La conferenza stampa è stata tenuta il 24 agosto da Imma Battaglia, Annachiara insieme al responsabile della security.

 

 

In Italia si sta diffondendo un grave clima di razzismo, intolleranza omofobica, violenza su tutte le minoranze e le donne, di cui la politica è totalmente responsabile e a cui non riesce a dare risposta!
Roma, come capitale di questa nazione e di questa politica, ne è la protagonista principale con l'ennesimo episodio di violenza che, dopo donne e immigrati, tocca ancora una volta la comunità omosessuale.
La grave aggressione a tre ragazzi all'uscita di una serena serata al Gay Village è avvenuta intorno alle 5 del mattino di sabato 22 agosto quando ormai tutto il personale addetto alla sicurezza dell'area della manifestazione era andato via.
Io personalmente ero in vacanza e sono stata avvisata da Vladimir Luxuria e Paola Dee intorno alle 17 di sabato. Sono rimasta scioccata e ho subito cercato uno, tra le 3 persone coinvolte, che è un mio amico e che per motivi di privacy chiamerò soltanto con V.
V. mi ha raccontato l'accaduto: era arrabbiato, spaventato e preoccupatissimo per uno dei ragazzi aggrediti, D., che era in ospedale con gravi ferite all'addome. L'altro era stato ferito con una bottigliata sulla testa.
Come è mia consuetudine ho agito seguendo i capisaldi della mia vita:
-    Garantire la salute degli aggrediti: ho parlato con V. e ho chiesto prima di tutto lo stato di salute dei ragazzi. Avuto l'orario di ricevimento dell'ospedale sono immediatamente rientrata a Roma e dopo 12 ore di viaggio sono andata direttamente all'ospedale a trovarli e provare a parlare con i medici.
-    Garantire la sicurezza: ho cercato, ahimè invano, l'Ispettore di Polizia Giuseppe Putteo che segue il caso per capire se avevano già individuato i responsabili e per capire con loro, come faccio sempre, quale fosse la migliore azione per non intralciare le indagini. In tutti i miei anni di militanza mi è capitato spesso di seguire casi di omicidi e omofobia e ho sempre concordato le azioni con le forze dell'ordine, proprio per agevolare le indagini. A volte il silenzio aiuta più del clamore e dei media!
-    Sin dall'inizio della manifestazione, cioè da 8 anni, investiamo più di 250.000 euro ogni anno, oltre 2 milioni di euro in totale, con oltre 60 addetti alla sicurezza interna e perimetrale. Purtroppo l'episodio è accaduto a Gay Village spento e a distanza di oltre 500 metri dall'ingresso, per cui gli addetti alla sicurezza notturna non hanno visto né sentito nulla.
-    Garantire l'intervento delle istituzioni: ho allertato l'Assessore alla Cultura Umberto Croppi e il Gabinetto del Sindaco per chiedere il loro intervento a sostegno dei giovani e dei loro familiari e per garantire l'arresto immediato dei colpevoli.
-    Come Gay Village, abbiamo organizzato l'ospitalità per la famiglia di D., aiutando il padre ed il fratello a sistemarsi in un albergo e quotidianamente gli siamo stati accanto in ospedale. Nel frattempo, abbiamo cercato di capire e tutelare la sua privacy perché non sapevamo se era dichiarato o meno in casa, e se i suoi familiari sapessero che era a Roma al Gay Village.
Non fa parte del nostro modo di agire strumentalizzare e fare sciacallaggio sulle tragedie umane, riteniamo che sia dovere di tutti e senso di responsabilità non creare tensione e panico ideologico ma lavorare per la conoscenza contro la paura, il panico e la strategia del terrore, per garantire il benessere di tutti.
Abbiamo chiesto che al più presto ci sia una legge contro l'omofobia che permetterebbe di punire gli aggressori con l'aggravante del reato di omofobia e permetterebbe, soprattutto, di far punire non soltanto le violenze fisiche fatte su due dei giovani ma anche le violenze psicologiche subite da tutti e tre!
Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il Sindaco di Roma (oggi martedi 25 agosto), con tutte le associazioni, per discutere ed elaborare insieme un piano sulla sicurezza.
Abbiamo chiesto, insieme alle istituzioni, che l'aggressore venga arrestato con i suoi complici.
Infatti, non essendo stato colto in flagranza di reato, non è stato arrestato. Se nella zona ci fossero state le telecamere di sorveglianza, questo problema forse non ci sarebbe stato e l'aggressore e i suoi complici sarebbero già in carcere. La pressione di tutti ha avuto successo perché oggi, finalmente, l'aggressore è stato arrestato!
Abbiamo chiesto, ancora una volta, che il Gay Village possa essere organizzato in maniera definitiva in un'area adeguata e permanente, non affossato in mezzo a tante altre manifestazioni, in modo da poter garantire e tutelare in maniera più attenta il nostro il pubblico. Inoltre abbiamo richiesto l'applicazione delle telecamere per la videosorveglianza e più volanti della Polizia e dei Vigili Urbani.
Sono molto affranta e triste e per tutta la mia vita combatterò perché tutto questo non possa accadere mai più!

Imma Battaglia

 

 

 

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